shopping_benaglioLe nuove dipendenze
e la rete
nella quale ci imprigionano

 

Il 27 febbraio 2009 esce in Italia il film “I Love Shopping”, ispirato al romanzo di Sophie Kinsella. Protagonista del film è Becky, una ragazza ossessionata dallo shopping. Il suo sogno è quello di scrivere per la rivista di moda “Alette”, invece finisce a lavorare per la rivista economica “Far fortuna risparmiando”. Nella sua rubrica consiglia risparmio e investimenti sicuri ai lettori, ma Becky non è assolutamente in grado di tenere sotto controllo le proprie finanze, e il suo conto è perennemente in rosso a causa della sua irrefrenabile passione per lo shopping. Nella nostra società la trasmissione culturale avviene, in tanta parte, attraverso “i mondi virtuali”. E il film I Love Shopping, fa parte di questi “mondi virtuali”. Per questo, occorre chiederci: che valori veicola? Quali simboli imprime nell’immaginario collettivo? Quali modelli suggerisce? Ci sono film che diventano celebri per la commozione che provocano, altri per quanto fanno ridere. In questo film, la parte del leone è fatta invece dai vestiti e dagli accessori indossati dai protagonisti.

Sommario

Introduzione

Il potere dell’immagine

La seduzione dell’effimero

Che cos’è lo shopping compulsivo?

Mania moderna? Non proprio

Dipendenza compulsiva da shopping

Un mondo di (soli) oggetti

L’era del “colui che ha”

Homo consumens

La trappola

Teorie Psicologiche

Il mercato delle emozioni

Guardare o non guardare?

Bibliografia essenziale

 

 

 

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Laureata in Pedagogia e in Psicologia, Tina Benaglio lavora come psicologa a Salussola (Biella). Si dedica anche alla formazione personale e professionale e a progetti psico-pedagogici, ed è opinionista per vari giornali. Fra le sue pubblicazioni, “Costruire la Città” (con Carlo Bonetti), “Non sempre l’oro luccica” e “Il femminile che non muore mai”.

 

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