SPIONI_ghiraEchelon, telefonate, email.

E le centrali segrete che ci ascoltano

 

Siamo tutti spiati. Ne avevamo il sospetto all’inizio degli anni novanta quando incominciammo ad utilizzare il nostro computer per navigare su Internet e quando chiamavamo con il telefonino di prima generazione amici e altre persone per motivi di lavoro o di affari. Strumenti che ci apparivano come magici in quanto ci aprivano le porte di un universo allora sconosciuto. Un sospetto alimentato dalla considerazione che una tecnologia del genere, che era stata messa a nostra disposizione, non fosse sotto il nostro controllo ma semmai sotto quello dei suoi produttori. Oggi il progresso tecnico ci ha messo a disposizione strumenti ancora più perfezionati e sofisticati grazie ai quali abbiamo l’impressione che niente sia più inaccessibile. Ma, parallela a questa libertà, cresce anche la consapevolezza che i nostri contatti, le nostre ricerche, le nostre telefonate, insomma tutto quello che ci interessa, i nostri gusti, i nostri acquisti fatti on line, vengano condivisi contro la nostra volontà da una struttura organizzata su scala globale che conosce in tempo reale cosa stiamo facendo. Una struttura composta da numerosi soggetti che si scambiano informazioni su di noi.

 

Sommario

Echelon e le telefonate

Echelon e le e-mail

Le strutture francesi, russe e cinesi

Spiare gli alleati

La scusa della sicurezza

 

 

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Filippo Ghira, 60 anni, romano, ha lavorato ai quotidiani Umanità, Avanti, Giornale d’Italia e Rinascita, occupandosi di politica economica e di dinamiche finanziarie internazionali. Ha collaborato ai mensili Area, Intelligence&Storia e Charta Minuta e al trimestrale Imperi con articoli di geopolitica e strategie. E’ autore del saggio “Dominio Incontrollato” (Fuoco edizioni, 2011) sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro e sui legami tra le intelligence dell’Est e dell’Ovest e le Brigate Rosse.

 

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