1881439-26945001-thumbnailUn’apocalissi postmoderna?

 

Opere d’arte, opere artistiche, opere musicali… Ma anche film, fumetti, serie televisive, videoclip e quant’altro: sono tutti frammenti in cui si condensa lo spirito di un’epoca. Ci dicono, infatti, come si diverte, come piange, come ride la gente di un certo periodo storico. Certo, quando passano attraverso i mass media, sono anche dei possibili condizionamenti, dato che, in questo caso, indicano ai più per cosa è giusto commuoversi, di cosa bisogna ridere, di cosa bisogna avere paura.
Resta vero che, anche quando si tratta di prodotti considerati di “bassa cultura”, essi hanno le loro radici nella parte profonda dell’animo umano. E l’animo umano non nasce e cresce nel vuoto culturale. Esso è il prodotto di una lunga tradizione. Le cui radici si perdono nella notte dei tempi.
Prendiamo, ad esempio, la serie tivù “The Walking Dead”, tratta dall’omonima serie a fumetti. Come non pensare che gli scenari apocalittici della serie non siano collegati alla dimensione apocalittica della nostra religione? E l’impossibilità di fidarsi degli stessi amici di disavventura? Non è forse ravvisabile in questo il modo di essere del nostro attuale tempo storico?

 

Sommario

Perché

L’influenza psicologica e sociale dei media

La tivù e le “reali distorsioni della realtà”

La tivù quale “nuovo narratore”

La tivù e i “modelli da imitare”

La tivù e la “omogeneizzazione del sociale”

The Walking Dead e il “mondo omogeneo”

The Walking Dead e la “complessità semplificata”

The Walking Dead e l’“irresistibile richiamo” della paura

The Walking Dead e la cultura apocalittica

Il Postmodernismo di The Walking Dead

L’apocalittica postmoderna di The Walking Dead

Perché analizzare una serie televisiva

Effetto terza persona

La televisione e i nostri figli

Bibliografia

 

 

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Laureata in Pedagogia e in Psicologia, Tina Benaglio lavora come psicologa a Salussola (Biella). Si dedica anche alla formazione personale e professionale e a progetti psico-pedagogici, ed è opinionista per vari giornali. Fra le sue pubblicazioni, “Costruire la Città” (con Carlo Bonetti), “Non sempre l’oro luccica” e “Il femminile che non muore mai”.
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