gelliLa morte di Gelli a metà dicembre 2015 ha occupato per pochi giorni le prime pagine dei giornali. Stranamente pochi. Lo stesso, curiosamente, è successo nel 2013 per Giulio Andreotti. Una dimostrazione del fatto che in questa epoca le notizie vengono consumate molto velocemente, ma non solo. Anche la conferma che Gelli, come il Divo Giulio che in molti hanno indicato come il vero capo della Loggia P2, appartiene pienamente alla storia della Prima Repubblica e che, per la funzione che ha ricoperto, deve essere messo al più presto nel dimenticatoio per non suscitare imbarazzanti paragoni con il presente.

 

Sommario

Introduzione

La carriera

L’Italia del dopoguerra: un Paese a sovranità già limitata

L’Italia degli anni settanta

Il peso e il ruolo della massoneria in Italia

La P2 di Gelli: strumento di stabilizzazione

Gelli, agente doppio dell’est e dell’ovest

Note

Bibliografia

 

 

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Filippo Ghira, 60 anni, romano, ha lavorato ai quotidiani Umanità, Avanti, Giornale d’Italia e Rinascita, occupandosi di politica economica e di dinamiche finanziarie internazionali. Ha collaborato ai mensili Area, Intelligence&Storia e Charta Minuta e al trimestrale Imperi con articoli di geopolitica e strategie. E’ autore del saggio “Dominio Incontrollato” (Fuoco edizioni, 2011) sul sequestro e l’uccisione di Aldo Moro e sui legami tra le intelligence dell’Est e dell’Ovest e le Brigate Rosse.

 

 

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