1881439-26804291-thumbnailLa Cultura costa cara. È sempre stato così. Riservata alle élite, poi raggiunta dalla borghesia e alla fine, con grossi sacrifici, appannaggio anche di alcuni tra le classi sociali meno abbienti, ha comunque comportato un grosso esborso economico da parte di chi ha anelato di volerla raggiungere. E anche un enorme dispendio di tempo (non la si acquisisce in un giorno, la cultura). Nel mondo attuale anche il tempo (vogliono convincerci) è denaro. Ma naturalmente non vogliamo soffermarci sui costi economici. Anche perché più che di denaro preferiamo parlare di valore. Della cultura. E del tempo. E di come lo si impiega.
Qui, se parliamo di valore, non c’è mastercard che tenga. E se parliamo di investimento siamo ancora più altrove: probabilmente è uno dei pochissimi beni che, una volta acquisiti, non ci possono essere sottratti. E che possono essere tramandati senza pagare tasse di successione. Insomma l’arricchimento culturale è affare personale, egoistico diremmo, valevole per sé e per chi si ha intorno. È, sopra ogni altra cosa, l’elemento attraverso il quale misurare l’uomo.

 

Sommario

Introduzione

Costi nascosti

Perché

Le presse di Norimberga

Cultura del web? Sul serio?

E allora torniamo a noi

Cultura televisiva

Distrarsi un po’

Ma insomma quanti siamo?

Intanto, gli analfabeti

Dammi il cinque. (5 – -)

60 milioni circa. Meno gli analfabeti, meno i Ludens. Totale?

La lettura nel Dna di tuo figlio

Detto tra noi Carbonari

Sintesi

Note e bibliografia

 

 

Valerio Lo Monaco è nato a Roma nel 1974. Giornalista dal 1997, ha iniziato a lavorare come inviato nel settore dello sport. Nel 2005 ha fondato e diretto una delle prime WebRadio in Italia, RadioAlzoZero (radioalzozero.net). Si occupa di metapolitica e comunicazione valeriolomonaco.it è il sito attraverso il quale entrare in contatto per conoscere tutte le attività e le date delle conferenze in calendario.
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